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Opensourcing innovation: come Arduino contribuisce a cambire il mondo del design, della tecnologia e soprattutto della condivisione.

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Massimo Banzi, cofondatore italiano di Arduino, ci regala un viaggio virtuale nel mondo dei Makers illustrandoci in modo assolutamente fruibile concetti normalmente complessi per chi non lavora nel settore della tecnologia.
I Makers, si sa, rappresentano una gran fetta dei promotori di innovazioni tecnologiche, incoraggiano la cosiddetta prototipazione, l’inventiva, la genialità che parte dal basso, a costi contenuti e con grande diffusione. L’ingrediente fondamentale, però, è la condivisione, l’interazione tra più individui aggregati in gruppi/comunità per la creazione di un oggetto. ARDUINO è proprio questo, un progetto non solo basato sull’idea e sul prototipo ma sull’interazione delle menti, attraverso la condivisione delle istruzioni su prototipi funzionanti messi a disposizione di un’utenza indeterminata associata spesso in comunità di makers. Una scheda elettronica delle dimensioni di una carta di credito, semplice da usare, che diventa un vero e proprio veicolo di elettronica creativa.
Il design si crea attraverso prototipi, ma non solo. E’ costituito da altre variabili tra le quali l’opportunità di trasferire un’idea, cosicché il design si fa interaction design: si progetta la forma ma anche il dialogo, la prototipazione che diventa democratica (perché viene da gente comune e non dai processi industriali) e soprattutto condivisa. ARDUINO offre progetti open source in cui l’unico limite diventa il marchio, proprio perché siamo in un mondo in cui tutti possono “rubare copiando” tutto, il marchio è l’elemento in grado di proteggere la paternità di un’idea.
Massimo Banzi ha poi illustrato una serie di progetti vincenti che scaturiscono da ARDUINO: The Inebriator, per la produzione automatizzata di cocktail; Lily Pad, un chip cucito nei vestiti; l’orologio che analizza i messaggi twitter della famiglia, frutto dello scherzo di un genitore che intendeva monitorare così gli spostamenti dei figli, ma soprattutto prototipi utili e di successo, come un chip per applicazioni nel mondo della botanica che, applicato a ad una pianta e collegato in rete, è in grado di tradurre il suo stato di salute e le sue esigenze (se ha bisogno di acqua, luce o altro). E ancora: la creazione di strumenti scientifici normalmente costosi in grado di fare analisi del DNA e applicazioni biologiche di vario tipo. Attenzione: non si tratta di una condivisione virtuale perché spesso questi progetti prevedono anche la creazione e la condivisione concreta e fisica di spazi definiti Maker Space e FAb Lab che diventano punti di aggregazione e collaborazione.
ARDUINO offre un’idea concreta vincente e attuale di come le idee che partono da circuiti alternativi, non canonici, stanno cambiando ogni pezzo della catena di montaggio, l’impatto nei mercati, il mondo del lavoro e soprattutto della vita quotidiana.

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