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Il supermercato del futuro!Come si nutrirà il pianeta e nuove interazioni tra gli oggetti e le persone

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Come si sono modificati i consumi alimentari negli ultimi anni e soprattutto come muteranno nel futuro? Giovanni de Niederhausern (studio Carlo Ratti, project manager del progetto Future Food District – padiglione tematico all’interno di EXPO 2015), fa il punto della situazione partendo dal fallimento della teoria di George Gilder secondo cui la tecnologia avrebbe causato la scomparsa delle città. Assodato che gli spazi urbani sono stati invece potenziati dalla tecnologia, de Niederhausern spiega i progetti di innovazione e controllo più importanti con al centro gli oggetti e le loro interazioni con gli individui, la loro recettività, capacità di captare notizie, aggregare e anche rendere vivo lo spazio urbano.
Tra di essi, Trash Track (Seattle 2009), un progetto di ricerca sulla destinazione degli oggetti da smaltire. Sono stati forniti 500 tag in grado di localizzare in tempo reale le cose da buttar via, per verificare in via principale i movimenti e la loro destinazione ultima, in subordine l’efficienza dell’azienda ambientale che si occupa della raccolta/smaltimento rifiuti. Il risultato? Oggetti che si pensava fossero finiti al massimo nell’interland di Seattle, hanno viaggiato per le strade d’America più disparate, arrivando in vari Stati, perfino in Florida!
Infine le anteprime sull’attesissimo Future Food District per EXPO 2015, area innovativa dedicata ai nuovi consumi alimentari, una eccezionale finestra sulle abitudini alimentari di domani. In primis la progettazione dei 3 padiglioni sviluppati intorno al concetto di “Internet of Food & people”, ovvero il cibo legato alla socialità, che racconta, capta, lega. Soprattutto in Italia dove l’alimentazione da sempre ha un valore che supera la funzionalità di nutrire ma soprattutto diventa oggetto di interazione. Il Future Food District si svilupperà all’interno di due aree/padiglioni (denominati supermarket e home) e in una piazza di collegamento tra le due strutture, in cui verranno collocate architetture di servizio ai visitatori e spazi per la ristorazione.
Algae Farm è invece un luogo progettato per la produzione intensiva di alghe (da impiegare sia nell’industria alimentare che cosmetica), che ha anche lo scopo di creare uno spazio verde, ombreggiare un’area. Infine il progetto contempla anche una Vertical Farm, uno spazio sviluppato in altezza in cui si produce e soprattutto si vende il prodotto accorciando la filiera al minimo indispensabile e offrendo prodotti a Km 0.
Gli spettatori del CAPRI TRENDWATCHING FESTIVAL hanno infine potuto conoscere una nuova applicazione del robot KUKA, barman d’eccezione all’ultimo salone del mobile di Milano, impiegato per realizzare cocktail frutto dell’inventiva di un variegato campione di individui, di cui sono stati analizzati i dati (provenienza, origini, gusti..).

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