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Torniamo raccoglitori con The Farmery, il supermarket-vivaio

E’ un irrefrenabile desiderio di natura quello che ci porta a progettare orti urbani, ad occupare fazzoletti di terra con piante di girasole – fieri baluardi di azioni di guerrilla gardening – e a popolare i tetti delle nostre case con muschi e piante grasse. Per incentivare l’ecodiversità, per isolare gli edifici in modo naturale, per migliorare la qualità dell’aria. Ma soprattutto, perché tornare alla natura ci fa sentire bene.
Dopo il FARM:shop di Londra (20 Dalston Lane) – un negozio abbandonato trasformato in caffé, che ospita spazi di co-working tra coltivazioni idroponiche di verdure ed un allevamento di galline sul tetto – è la volta di The Farmery negli Stati Uniti. Il progetto, che ha concluso con successo la sua raccolta di crowdfunding su Kickstarter, raccogliendo oltre 25.000 $, è il fruttivendolo a km 0 per eccellenza.

The Farmery

L’ideatore del progetto si chiama Ben Greene (nomen est omen) e il suo obiettivo è quello di proporre una nuova dimensione del food retail in cui lo spazio di coltivazione dei prodotti coincide con quello di vendita, abbassando drasticamente i costi logistici e di intermediazione e proponendo un’esperienza innovativa, sostenibile, e infinitamente più autentica al cliente.

The Farmery è una serra dove il basilico e il prezzemolo vengono coltivati in pareti di pannelli verticali e viene praticata la coltura idroponica con acqua purificata da pesci rossi. E’ concepita come un vero e proprio ecosistema, progettato per includere persino i clienti. Sono loro stessi infatti a raccogliere i prodotti che intendono comprare: recidono le verdure, scelgono i frutti, vengono coinvolti in un rapporto più diretto con il mondo agricolo. Il modello di business di The Farmery prevede che il 50% dei prodotti venga coltivato (e venduto) direttamente in loco, e il restante 50% venga fornito da produttori locali. Il setting del progetto è rigorosamente urbano, e ambizioso è l’obiettivo del suo fondatore, che si augura che The Farmery possa prendere, in un futuro non troppo lontano, il posto del minimarket dietro l’angolo.

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